Una giornata particolare

La giornata trascorsa oggi mi ha ricordato quanto sia bello il lavoro che svolgo (si, anche noi coach-formatori-counselor siamo esseri “normali” e professionalmente esposti a rischio di periodico burn-out…). Ho partecipato ad una inusuale iniziativa di una società cliente, realtà multinazionale fortemente radicata in Europa e in particolar modo in Italia. Un nome conosciuto da tutti che ometto per ovvi motivi ma la tentazione di scriverlo in chiaro sarebbe tanta. La funzione Learning & Development aveva organizzato, per la prima volta, il Partners’ Day, momento in cui le diverse società di consulenza nelle aree della formazione e contigue venivano coinvolte nella condivisione e discussione della strategia HR per l’anno successivo. Già di per sé questa parte della giornata sarebbe valsa il viaggio nelle brume del profondo nord ma il clou è stato poi raggiunto in un brainstorming sulla formazione attraverso la domanda-stimolo “Se tu comprassi questa società, cosa faresti?”. Nel gergo del coaching è quella che si chiamerebbe una “domanda potente”, cha ha liberato in tutti i partecipanti una forza creativa inaspettata e che ha generato – in un’ora – un elenco di idee impressionante. Solo alcune saranno forse realizzabili a pieno e nel breve termine ma tutte hanno implicitamente indicato alcuni indirizzi strategici per far fare, ad un’organizzazione già evoluta di per sé, un’ulteriore passo nella ricerca continua della people excellence. Tralascio i dettagli sui contenuti generati ma tengo almeno a riportare, a caldo, la sensazione di pienezza e di utilità risultante dal lavoro svolto in un team, fra l’altro, di potenziali competitor. Lancio al tempo stesso ad altre organizzazioni una sfida per emulare la best practice di collaborative learning realizzata oggi da un’azienda con i suoi partner e a questa, senza piaggeria, dico: “Chapeau!” e “Grazie di cuore!”.

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