Teambuilding

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“Michael, se non sai passare non sai  giocare” (Coach Dean Smith a Michael Jordan, matricola alla UNC)

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Ogni team passa attraverso fasi obbligate della propria vita: dalla sua costituzione formale ai primi momenti di incertezza, dalla definizione di regole condivise al raggiungimento della sua massima performance, fino alla fase in cui deve esere rivitalizzato (v. a riguardo la teoria dello psicologo americano Bruce Tuckman Forming-Storming-Norming-Performing).

Le attività di teambuilding – idealmente alla costituzione del team ma di fatto in qualsiasi fase esso si trovi – servono a creare maggiore coesione e spirito di gruppo attraverso un’esperienza emozionale che faciliti l’adesione dei partecipanti al progetto comune e permetta di sviluppare fiducia nei rapporti fra i componenti.

Per raggiungere tale obiettivo Kaylos progetta e realizza teambuilding attraverso l’uso della metafora e del gioco, attentamente identificati in base alla natura del team e della situazione che questo attraversa, alla cultura organizzativa esistente e agli specifici obiettivi di miglioramento che intende raggiungere.

Alcune metafore e contesti proposti: «La città ideale» (progettazione e costruzioni); «Passaggio a Nord-Ovest» (esplorazione, ambiente naturale); «Alla corte di Re Artù» (rievocazione storica); «Robin Hood» (costruzione dell’arco); «In pista» (costruzione di macchinine da corsa); «Nel Parco» (valorizzazione di un’area naturalistica).

Momento particolarmente importante del teambuilding è la fase di integrazione cognitiva dell’esperienza (debrief) e di pianificazione delle azioni di miglioramento.

La durata ideale di un teambuilding è di due giorni consecutivi in modalità off-site, seguiti poi da incontri di team coaching volti a sostenere il cambiamento ricercato.

I teambuilding di Kaylos sono condotti in collaborazione con MAD di Marco Alberto Donadoni, uno dei maggiori esperti italiani di giochi e di formazione esperienziale.

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