Le 5 R del team

Ma come, nel team non ci sono “R”! Sì, è vero, infatti mi riferisco al modello di team coaching che nel tempo ho sviluppato basandolo su elementi fondanti e fattori di successo che portano un gruppo ad essere una squadra vincente. Vediamo quali sono queste 5 R.(1)

Ragion d’essere: è il motivo per cui il team è stato creato, declinato in missione (senso dello scopo) , visione (cosa vuole diventare), obiettivi (cosa deve realizzare concretamente).
Ruoli: il team è efficace se integra le diversità e costruisce sinergie amalgamando le specificità di ciascun membro, le capacità che ciascuno apporta e gli obiettivi individuali destinati a confluire in quello comune.
Regole: a partire dai valori di fondo che ispirano il team definisce  le regole di ingaggio per un corretto ed efficiente funzionamento dello stesso: meccanismi decisionali, modalità di lavoro, tempi di incontro.
Relazioni: le dinamiche di collaborazione / confronto / competizione / feedback / gestione dei conflitti sono facilitate dalla fluidità delle relazioni interpersonali, vale a dire come le persone entrano in contatto e interagiscono nel contesto del team.
Risultati: servono fin dall’inizio metriche e KPI per scandire l’attività del team, misurare il raggiungimento degli obiettivi e dare il senso compiuto rispetto alla motivo della sua costituzione.

E’ in primis il leader di un team  che deve mettere insieme questi elementi per cogliere il potenziale massimo del team. Il team coaching, in spirito di servizio a tutto il team compreso il suo leader, permette poi di affrontare in momenti dedicati ciascuno dei fattori sopra descritti nel definirli e osservarne la reale applicazione, a seconda della fase di maturità del team (v. ad esempio il modello forming, norming, storming, performing, adjourning dell’americano Bruce Tuckman). Il team coach facilita poi specifiche sessioni di auto-feedback del team, integrandolo con il proprio e mettendo così in moto conseguenti meccanismi di auto-correzione.

Proprio ieri (9/4/2018) ho partecipato a un webinar ICF sul team coaching con il coach MCC di fama internazionale Alain Cardon. La  tesi di questi è che la fiducia e le relazioni non sono un punto di partenza per un team coach bensì il punto di arrivo di un team vincente, che per diventare tale deve lavorare soprattutto sugli elementi di processo. Pur considerando un pò radicale e paradossale tale tesi, concordo in buona sostanza su di essa e sulla necessità per il team coach di lavorare principalmente sulle dinamiche operative del team. All’interno di queste, riconduco comunque i meccanismi relazionali così come indicato sopra.

Chi desiderasse approfondire la metodologia del metodo 5R può scrivermi in privato a riccardo.carreri@kaylos.it e sarò lieto di condividere la survey che utilizzo come diagnostico iniziale all’avvio di un intervento di team coaching.

(1) La sigla sembra scimmiottare quella moda tutta USA di nominare modelli, ad esempio di management, giocando con le lettere dell’alfabeto. In effetti però è utile a volte avere ausili mnemonici per ricordare qualcosa. Ad esempio, chi ha studiato come me le Alpi da ovest a est con la frase MA CON GRAN PENA LE RECA GIU’?.

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