La mela – favoletta

L’occasione di una giornata d’aula mi ha dato l’ispirazione per scrivere questa favoletta, che ho utilizzato come spunto di riflessione relativamente a uno degli obiettivi formativi.
Le metafore non si spiegano e lascio quindi ai lettori la libertà di attribuire il senso che ci vorranno trovare…
Buona lettura!

Un eschimese, dopo aver passato una vita intera al polo Nord, cibandosi di pesce, grasso e carne di foca, muore e finisce in un paradiso molto particolare, che accoglie tutti a prescindere da religioni, convinzioni e condotta. Appena arrivato, raccoglie un biglietto probabilmente lasciato cadere a terra da qualcuno e su questo legge “Mela”. Incuriosito e non conoscendo il significato della parola, comincia a chiedere cosa sia una mela a una serie di persone che trova per la sua strada in questo improbabile paradiso.
Incontra un signore seduto sotto un albero e questi gli dice “La mela mi ha permesso di realizzare una grande scoperta scientifica!”.
Un uomo con la balestra gli parla dei suoi ideali di libertà e di come una mela sia stata per lui il mezzo per evitare una morte certa, mentre il figlio gli dice chiaramente che ormai si spaventa solo a vederne una.
L’eskimese incontra quindi un uomo e una donna vestiti di una sola foglia di fico. Questi stanno discutendo animatamente e l’eskimese non trova neanche il coraggio di fare la sua domanda ma coglie solo al volo una frase di lui: “Tu e le tue mele!”.
Di lì a poco passa una bella donna al quale pone la sua domanda e questa esclama: “Ah, il tempo delle mele, il mio debutto cinematografico! Che bei ricordi!”.
Incontra poi una giovane ragazza con un abito bianco e azzurro che gli racconta come sia morta avvelenata proprio da una mela e una vecchia brutta e incartapecorita che invece gli spiega la magia per renderne una letale.
Un agricoltore del Trentino gli racconta come sia faticoso coltivare mele e come queste siano per lui una fonte di sostentamento, mentre un cuoco, con accento toscano, gli decanta le qualità organolettiche della salsa di mele come contorno alla carne di maiale.
Un nutrizionista: “100 g. di mela contengono 41 kcal”, mentre di due bambini uno gli dice che non gli piacciono le mele e l’altro che le adora.
Si imbatte poi in un violinista dalla folta capigliatura riccia che, suonando, canta ispirato: “Cogli la prima mela, cogli la prima mela, cogli la prima mela-ah”.
Un ottimista afferma “Una mela al giorno toglie il medico di torno”, un pessimista “Tanto a me tocca sempre quella con il verme”.
Incontra infine un verme che gli dice “La mela è tutto il mio mondo!”
L’eskimese è sempre più confuso, finchè non incontra proprio una mela e senza sapere cosa questa fosse, le chiede: “Cosa è una mela?”.
Alla risposta della mela “Sono io!” l’eskimese, ancora più confuso, esclama “Ma come, sei tu? Ho chiesto a tutti quelli che ho incontrato ma non ti hanno saputo descrivere!”
La mela allora gli risponde: “Beh, lo so, è così se chiedi agli altri. Ma se vuoi ascoltare me ti dirò chi sono veramente”.
L’eskimese annuì, senza proferire una parola. Così presero a camminare e la mela gli raccontò chi fosse veramente.

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