Group coaching

Coaching individuale, team coaching, shadow coaching, group coaching… per non parlare delle altre classificazioni effettuate sulla base dell’ambito esistenziale in cui si sviluppa (life, corporate, business, ecc) o le skills che intende sviluppare (career coaching, leadership coaching, ecc.). Un’abbondanza di etichette che tuttavia non deve scoraggiare dal  cercare il minimo comune denominatore fra le varie forme al fine di cogliere l’aspetto essenziale del coaching rispetto ad altre modalità di  sviluppo.

Il coaching, in ogni sua forma, è basato su di un approccio non direttivo nel quale non vengono date soluzioni (consulenza), trasferiti modelli (formazione) o forniti consigli e punti di vista sulla base della propria esperienza (mentoring). Il coaching, inoltre, si sviluppa in una relazione paritetica e di fiducia fra coach e coachee attraverso una modalità conversazionale improntata alle domande e all’ascolto attivo.

Ciò permette al coachee sia di raggiungere risultati concreti ed ecologicamente sostenibili rispetto al proprio sistema di bisogni e valori che di sviluppare senso di autonomia e responsabilità.

La differenza fra le due forme di coaching è strettamente legata a quella esistente fra team e gruppo.

Il primo è indirizzato ad un vero e proprio team, vale a dire ad un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune, normalmente con skills diverse e complementari e con obiettivi funzionali specifici. Esempio tipico può essere il management team di un’azienda, con AD e suoi diretti riporti.

Il secondo si rivolge invece ad un gruppo appositamente costituito e nel quale i diversi membri non hanno un obiettivo condiviso, se non quello di effettuare un percorso di sviluppo e crescita in un ambito esistenziale comune (lavoro, vita personale, ecc.).

Diversamente dalla formazione, nel group coaching non vengono trasferiti modelli concettuali o se questo avviene ha solo valore di spunto di riflessione, senza che questo assuma centralità rispetto allo svolgimento  dell’intervento ( non si applica la sequenza normale della formazione: presentazione modello – esercitazione – debrief).

Nel group coaching si segue invece la stessa sequenza operativa del modello di coaching individuale: definizione obiettivo, esplorazione, identificazione soluzioni, piani di azione, follow-up e monitoraggio.

La modalità di aula utilizzata prevede: riflessione e condivisione in gruppo, sessioni di master coaching individuali in plenaria, peer coaching, piani di azione individuali.

Il valore del group coaching può essere riepilogato nei seguenti aspetti

  • Condivisione delle esperienze e cross-fertilizzazione
  • Stimolo e supporto reciproco nel cambiamento
  • Contestualizzazione
  • Personalizzazione
  • Accompagnamento dei partecipanti nella sperimentazione
  • Economie di scala rispetto al coaching 1:1

Le seguenti possono essere infine alcune indicazioni rilevanti per un utilizzo corretto del group coaching:

  • Presuppone una partecipazione motivata e aperta, solo se le persone hanno superato il primo ostacolo al cambiamento («non voglio») e se sono disposte a condividere in gruppo le proprie esperienze.
  • E’ particolarmente indicato per gruppi di persone che hanno già effettuato percorsi formativi sulle skills oggetto di sviluppo e che quindi sono andate oltre il blocco della mancanza di conoscenze («non so»)
  • Permette di concentrarsi sulla fase di sperimentazione personale sul campo, trasformando le soluzioni autonomamente individuate in azioni concrete e competenze («non so fare»)
  • Come nella formazione il beneficio del group coaching sarà direttamente proporzionale alla omogenità degli obiettivi di sviluppo dei singoli partecipanti.
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