Engagement, con i fondamentali a posto

Un recente convegno mi ha portato a riflettere nuovamente su di un tema rilevante per qualsiasi organizzazione. L’americana ADP in uno studio di settembre 2013 stima in oltre 2.200 $ all’anno per persona il costo della mancanza di engagement. Engagement, termine difficile da tradurre prima ancora che da realizzare, non può essere ridotto al semplice impegno. Questo diviene invece il risultato di diverse dimensioni quali, nell’ordine,  motivazione, coinvolgimento, soddisfazione e responsabilizzazione. Alcune di queste sono prevalentemente sotto il controllo della persona e altre maggiormente nella sfera di influenza dell’azienda e dei manager. Tutte sono legate in una relazione che va oltre la semplice somma (+) e dalle quali l’impegno scaturisce invece come il prodotto (x) finale. E questo diventa zero se anche solo uno dei fattori è zero. Prima di lanciarsi in “progetti di engagement” ogni azienda e ogni manager si deve pertanto domandare se ha correttamente investito su ciascuno di questi fattori, dando a ogni persona la possibilità di massimizzare il contributo individuale al lavoro di squadra. Basta poco: basta quello che è sempre stato detto sulla leadership o sulla “gestione dei collaboratori”, tema caro ad un filone di formazione  solo apparentemente superato oggi dal glamour dei titoli accattivanti di alcuni cataloghi. Prima di pensare a qualcosa di più fantasioso o modaiolo, domandiamoci se abbiamo tutti i fondamentali in regola. Le partite, prima che con schemi fantasiosi, si vincono con i fondamentali di gioco. Dai e vai, come si direbbe nel basket.

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