Clutterbuck on Team Coaching

Nella biblioteca di ogni manager o cultore dello sviluppo organizzativo non dovrebbe mancare, accanto a “Coaching” (1988, di Sir John Whitmore, antesignano e fondatore del coaching aziendale), il più recente “Team Coaching” di David Clutterbuck, già conosciuto fino all’uscita di questa sua opera come il guru mondiale del mentoring.
Edito nel 2009 in Italia per i tipi di Alessio Roberti Editrice, il testo contiene nelle sue 392 pagine graficamente ben impostate numerosi spunti che permettono di inquadrare in modo rigoroso questa modalità di sviluppo indirizzata al team piuttosto che all’individuo.
Intorno al team coaching ancora permane un’area di confusione rispetto ad altre forme di sviluppo complementari e a nominalizzazioni ad esso vicine (group coaching, formazione, teambuilding, teamwork). Il testo crea invece immediatamente chiarezza a partire dal suo sottotitolo, “Come portare la propria squadra all’eccellenza”, che caratterizza in modo inequivocabile la vera natura del team coaching.
Le parole sembrano pesate accuratamente e annunciano la possibilità e la responsabilità per il leader del team, ma anche di ciascun suo membro, di sperimentare un processo che conduca a performance superiori rispetto a quelle ordinarie.
I singoli capitoli del libro tengono poi fede alle diverse parti dell’impegno contenuto nel sottotitolo, proponendo in ordine logico ed esaustivo tutti gli elementi che costituiscono la prassi del team coaching:
o definizione, non scontata, del team rispetto al gruppo, di cui rappresenta un sottoinsieme caratterizzato dall’esistenza di un fine comune e ruoli complementari dei suoi membri
o descrizione delle differenze dei ruoli e responsabilità di leader, coach, mentor
o identificazione delle fasi del team coaching, che vanno dal fissare gli obiettivi di miglioramento fino al monitorare i progressi, passando attraverso altri step importanti quali la pianificazione, l’allenamento delle capacità, il feedback
o esame delle modalità di gestione del team coaching, con enfasi sulle dinamiche interpersonali e la gestione dei conflitti
o analisi dei diversi approcci di team coaching a seconda del livello di maturità del team e connessione con altre modalità di intervento quali ad esempio il teambuilding.
Particolare spazio viene riservato all’apprendimento del team, funzione ancora più complessa dell’apprendimento degli adulti e sul quale si innesta pur differenziandosi per la sua forte connotazione sistemica. L’apprendimento del team sembra posto, nella logica dell’opera, come una condizione di base per arrivare a quello che può essere considerato il punto di arrivo della crescita del team, rappresentato dalla capacità di autoregolarsi e di fare team coaching in maniera autonoma, anche a prescindere dalla figura del leder, coach o facilitatore che sia.
Oltre ad essere più che esaustivo, il testo trasmette tutta l’autorevolezza di Clutterbuck in una materia che affronta con un taglio semplice, senza fronzoli o inutili divagazioni ma facendo spesso riferimento a numerosi casi pratici e ricerche da questi condotte sul campo.
Un’opera, insomma, che paradossalmente si potrebbe definire ingannevole a fin di bene: ci rende semplice ciò che è invece complesso da realizzare, invitandoci implicitamente alla sperimentazione. È forse questo il pregio e l’utilità principale di un testo imprescindibile per chiunque voglia creare team con performance eccellenti e sostenibili nel lungo periodo.

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