Buoni o cattivi

In un momento di crisi sono favorevole al “riciclo” anche delle teorie di management, spesso vittime innocenti di frenesia consumistica. Ad esempio, oggi piu’ che mai e’ il momento per la funzione HR e per ogni manager di verificare se si crede sinceramente nell’affermazione “le persone sono il nostro vero asset”. Nell’intimo di ciascuno di noi possiamo, ad esempio, rispondere alle domande che Douglas McGregor, professore di management al MIT, con la sua Theory X / Theory Y poneva negli anni 60 rispetto a come consideriamo l’essere umano nel rapporto con l’organizzazione. Pigro e svogliato o naturalmente laborioso? Mosso dai soli bisogni primari o con aspirazioni piu’ elevate quale la realizzazione  personale anche in ambito lavorativo? Da controllare strettamente o degno di fiducia e  meritevole di autonomia? Ciascuno di noi ha una propensione piu’ marcata verso l’uno o l’altro estremo,  come risultato della propria storia personale e  di come è stato trattato nei momenti in cui si e’ formata la  personalità. Essere consapevoli del proprio bias ci offre indicazioni importanti rispetto alla cultura che portiamo nei contesti di  cui siamo responsabili, del clima che generiamo, dei sistemi di premio/punizione che strutturiamo e, infine, dei risultati che otteniamo. Insomma, come su di un’ipotetica schedina: X o Y? Personalmente propendo per una visione positiva, confortata dall’esperienza di solo alcuni errori di valutazione che considero marginali e ineliminabili effetti collaterali.

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