“The 7 Habits Of Highly Effective People” di Stephen Covey

Inauguro la rubrica “Evergreen in libreria” del mio blog con un libro che è fra quelli più vicini al mio cuore per essere stato per me una delle prime letture formative e per rappresentare ancora oggi la guida di un percorso di sviluppo personale sempre in corso. Un classico solo apparentemente datato -la sua prima uscita è del 1989 – che non può mancare negli scaffali di chiunque si interessi di crescita personale e professionale.

Ben più di un manuale, dalle sue pagine traspaiono prima di tutto autenticità e profondità associate a  concretezza e pragmatismo, tratti caratteristici di Stephen Covey, in vita educatore, autore di testi di management e uomo d’affari, solo alcuni anni fa scomparso quasi ottantenne per un banale incidente di bicicletta.

I titoli delle edizioni italiane (“I sette pilastri del successo o “Le sette regole del successo”) non rendono pienamente merito alle intenzioni del titolo inglese, nel quale sono evidenti il riferimento al concetto di abitudine (qualcosa che la persona fa con regolarità per predisposizione naturale o attitudine acquisita) e a quello di efficacia personale (raggiungere risultati in linea con i propri obiettivi).

Covey propone, più che una checklist, un percorso logicamente lineare e consequenziale che può essere tuttavia vissuto attraverso le discontinuità tipiche del progredire dell’uomo, quando serve e come serve, a seconda del liello di coscienza che la persona ha raggiunto in quel momento. L’obiettivo finale del testo è comunque quello di offrire insight potenti che poi, con l’applicazione concreta, possano aiutare ad adottare  comportamenti diversi che si trasformino infine in nuove abitudini per vivere una vita più realizzata, più piena e in linea con i propri valori.

I sette pilastri sono scanditi in ognuno dei sette capitoli a partire da incipit lapidari e suggestivi che cito di seguito lasciandoli nella loro versione inglese, soprattutto per l’efficacia espressiva che in tale lingua li caratterizza. Il riassunto che riesco a fare per ciascuno di essi è naturalmente riduttivo e non corrisponde alla ricchezza di spunti forniti nel libro di Covey.

  1. BE PROACTIVE: non subire adattandosi passivamente all’ambiente esterno ma prendere iniziativa facendosi artefici della propria fortuna e rispettando gli impegni presi nei confronti degli altri
  2. BEGIN WITH THE END IN MIND: avere chiarezza di cosa si vuole raggiungere è il corollario del punto precedente, defininendo lo propria missione personale e le azioni per realizzarla
  3. PUT FIRST THINGS FIRST: stabilire le vere priorità, organizzando al meglio la gestione del tempo proprio e altrui, imparando a delegare e a dire di no quando serve
  4. THINK WIN-WIN: affrontare le situazioni della vita, il rapporto con gli altri e i problemi in modo positivo, creando vantaggi reciproci in una logica di abbondanza anziché di limitazione
  5. SEEK FIRST TO UNDERSTAND, THEN TO BE UNDERSTOOD: mettere empaticamente l’altro al centro del proprio interesse, per capire meglio altri punti di vista prima di decidere e agire
  6. SYNERGIZE: sviluppare una mentalità basata sulla possibilità che la somma è maggiore delle sue singole parti, valorizzando le differenze personali e senza paura di risultare vulnerabile nell’aprirsi agli altri
  7. SHARPEN THE SAW: fermarsi periodicamente ad “affilare la lama”, ricentrandosi nelle diverse dimensioni dalle quali siamo costituiti: fisica, mentale, sociale/emozionale e spirituale.

L’aspetto più importante per Covey è in ogni caso quello della crescita dell’individuo prima dello sviluppo di qualsiasi ruolo (manager, professionista o genitore che sia), di singole capacità o comportamenti. L’individuo maturo è consapevole di sé, dei suoi valori e delle sue priorità e si assume la responsabilità di creare relazioni efficaci e produttive con chi gli sta intorno, in un mondo sempre più interconnesso.

Prima di morire Covey aveva scitto un secondo libro con la sua ottava regola, che sarà forse oggetto di una mia prossima review.

Chiudo invece questa con la condivisione della mia ottava regola in aggiunta alle sette indicate sopra: “RICOMINCIARE, SEMPRE”.

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