Bugie e verità – 2

Riprendo, con maggiore concretezza, il tema del precedente post. Quando il contesto lo permette – non sempre le aziende sono pronte – inserisco nella formazione l’uso della metafora in dosi ben più massicce di “pillole” quali racconti, aneddoti, disegni. Sono un fautore della costruzione di interi percorsi che utilizzino una metafora sviluppata attraverso giochi di ruolo, costruzioni, attività creative, trasposizioni storiche.

La metafora, ideata appositamente per facilitare l’apprendimento in un contesto creato ad hoc, permette di uscire temporaneamente da quello lavorativo per poi allo stesso tornare attraverso la fase di integrazione cognitiva dell’esperienza. Oggi sono di ritorno da un teambuilding di tre giorni nel Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano con il management team di una società che nasce di recente dalla integrazione di diverse preesistenti realtà. I partecipanti si sono ritrovati a lavorare su di un progetto – valorizzare un’area di una fattoria didattica per una migliore fruizione da parte degli utenti – che esulava completamente dalla loro attività ma che ne ricalcava i meccanismi di funzionamento più importanti: definizione della strategia, pianificazione, realizzazione, collaborazione, comunicazione e gestione della dimensione interpersonale. Manager esperti e competenti della loro specifica materia si sono messi in gioco per apprendere qualcosa di nuovo in una situazione in cui tutti erano invece ugualmemte inesperti e nella quale sono emerse con maggiore evidenza le caratteristiche individuali e le dinamiche di team. Tornando per un pò allo stato più naturale e spontaneo dell’io bambino, il gioco – se di gioco si è trattato – ha permesso di riscoprire e riconoscere insieme, s-formandosi prima ancora che formandosi, alcune parti di sé rimaste fino a quel momento incastrate fra ruoli e abitudini. Come dice l’amico e collega di lunga data Marco Donadoni, uno dei maggiori esperti italiani di formazione esperienziale con il quale abbiamo condotto anche questa ultima esperienza, “se vai sempre per la stessa strada arrivi sempre nello stesso punto”. Un piccolo miracolo si è ripetuto ancora, dimostrando anche come sia possibile coniugare apprendimento e divertimento e, nel caso particolare, la responsabilità sociale verso l’ambiente.

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